Camargue: il pellegrinaggio dei Gitani
- Francia
- 23/05/2026
- Vale il viaggio:
• Il Parco Naturale della Camargue è un luogo di grande bellezza e di grandissimo interesse ambientale. • Le Pelerinage del Gitans alle Saintes-Maries-de-la-Mer è un evento culturale e spirituale di grande ricchezza; questa tradizione – che ci proietta agli albori del cristianesimo - raccoglie migliaia di zingari provenienti da tutta Europa. Almeno una volta bisogna assistervi. • Gruppo composto da massimo 18 persone. • Viaggio culturale ideale e di scoperta per tutti, senza particolari difficoltà.
- Si viaggia in:
Pullman
Les Saintes Maries de la Mer - Parco della Camargue
Ogni anno, il 24 e 25 maggio, a Saintes Maries de la Mer in Camargue, nella Francia
meridionale, migliaia di gitani in costume invadono vicoli e piazzette. Festeggiano Sara la nera,
la patrona degli zingari che secoli fa accolse Maria Jacobè, sorella della Vergine, e Maria Salomè,
madre di due apostoli.
La festa inizia con la festosa invasione di Gitani, Rom, Kalè, Sinti, Manouches. Uno spettacolo
unico, splendido e vitale, che vale di per se un viaggio a Saintes Maries de laMer. Sotto la chiesafortezza, il cui campanile romanico si erge per 15 metri, visibile a 10 chilometri di distanza nella
paludosa pianura circostante, a piccoli gruppi, gli uomini incominciano a suonare. Accarezzano i
loro strumenti, all’apparenza sgangherati, e, come per magia, nascono melodie che ricordano il
flamenco o i ritmi balcanici. Suoni che riportano ai deserti nord-africani oppure alle pianure
dell’Europa centrale. Le loro donne intanto, poco lontano, vendono medagliette porta fortuna.
Per tutta la notte che separa i due pèlerinages la cittadina è popolata da zingari che suonano,
bevono, ballano e fanno festa ad ogni angolo di strada. Momento profano di un evento che,
all’aspetto religioso, unisce quello della festa in un equilibrio possibile, forse, solo per il
misterioso mondo degli zingari. Non si tratta di un quadretto folkloristico, costruito ad uso e
consumo dei turisti, ma di una tradizione autentica, espressione della straordinaria cultura di
questo popolo vagabondo. A crocchi, i nottambuli si raccolgono intorno ai Gitani per danzare e
cantare, sotto le mura della chiesa e agli angoli delle strette vie del centro per i festeggiamenti
che si protraggono quasi fino all’alba.